Film: Le Ferie di Licu (Licu's Holidays), Italy 2006; 93 min

Italian Language Synopsis follows the English. .

From Director Source: Director Vittorio Moroni, Alba IFF

Licu and Fancy are two young Muslims. He lives in Rome, she in Bangladesh: they do not know one another. Their families arrange their marriage. Fancy moved to Rome one year ago, and since then they have been striving to learn to live together.

The young Bengali immigrant Licu is an optimistic happiness seeker. Flexible, hard-working and charming, he has secured a job in Rome in a field that is dear to him: fashion. But despite his remarkable adaptability, he finds himself stuck between the Muslim customs he was raised with and the Italian way of life. For one thing, his female colleagues in Rome are far less inhibited than he is accustomed to. When a letter arrives containing a photo of his future bride that his parents have chosen for him, it seems he will be able to combine Bangladesh and Italy in one and the same future. This turns out to be easier said than done. The marriage negotiations do not progress very smoothly, floods ravage his native land, and his Italian employer shows little understanding for his long absence. But when he returns to Rome with his bride, the true challenges await him. 
Filmed in an unemphatic but intimate manner, Licu's Holidays becomes a probing sociological exploration of a widespread dilemma for immigrants: which culture should these newlyweds use as a basis for their relationship in their new homeland? The images of a woman locked up at home make you fear the worst, but her desire for freedom leaves you feeling optimistic. 
Source: IDFA

I did my best to prevent the subjective perspective of my gaze from immediately turning into a judgement on what was going on around me; I wanted my gaze to reveal itself only through the attention paid to certain details, certain silences and certain gazes. I tried to bring up the same questions that were urgent for me, leaving to the viewer’s sensitivity the possibility of freely relating to the main character’s contradictions – suspended between two worlds and two sets of values – and the story’s contradictions, running through the surprising unraveling of events, but also through their underground violence.  
  

Italian

Le ferie di Licu
regia di Vittorio Moroni
con Md Moazzem Hossain Licu, Fancy Khanam, Giulia Di Quillo, Khokan Miah, Anwar Khan, Andrea Wu.
Durata: 93 minuti
Italia, 2007

Aurelio Tagliabue
Licu è nato in Bangladesh, è musulmano, ha ventisette anni e abita a Roma da sei, in una casa in affitto con altre otto persone. Riceve da sua madre la foto di una ragazza di diciotto anni, Fancy che è la sposa che la sua famiglia ha scelto per lui. Licu ottiene solo quattro settimane di ferie non pagate per andare in Bangladesh e organizzare il matrimonio con una persona che non conosce. 


C'è stato un tempo in cui il nostro cinema sapeva mostrare la realtà, anche nei suoi aspetti meno piacevoli; mentre alcuni politici storcevano il naso, quelle pellicole venivano apprezzate in tutto il mondo. Oggi si ritiene che altri, più immediati e diretti, debbano essere i mezzi da utilizzare per questo fine. LE FERIE DI LICU è la dimostrazione del contrario e forse una piccola rivincita del mezzo cinematografico, che non solo racconta la realtà ma ci consente di riflettere su di essa partendo da un punto di vista inconsueto. 

Ignorando la linea di demarcazione esistente tra film di finzione e documentario, il valtellinese Vittorio Moroni più che narrare sembra osservare la vita del bengalese Licu, uno dei tanti, sono più di trentamila, che in Italia ha trovato lavoro ed ha inseguito e forse raggiunto un buon livello di integrazione. Lavoratore instancabile, espansivo ed amabile nei rapporti con chi gli sta intorno, il ragazzo ostenta la sua occidentalizzazione per mezzo di un vistoso ciuffo alla Elvis Presley ed affronta con atteggiamento fiducioso i piccoli problemi quotidiani. L'arrivo di una lettera nella quale i suoi genitori lo informano di aver scelto la ragazza che potrebbe diventare sua sposa, rimette in discussione la sua vita ed il suo apparente equilibrio. Quello che ne consegue e che volutamente evito di raccontare, è qualcosa che porterà lo spettatore occidentale a considerare il problema degli immigrati e della loro integrazione secondo una prospettiva nuova.


Il film ha il pregio dunque di immergerci in una situazione veritiera di cui sappiamo poco, ma che non è neppure facile conoscere e lo fa esibendo una povertà di mezzi tecnici, che assume il ruolo di cifra stilistica, senza impedire il coinvolgimento di chi guarda. Lontano dai clamori pubblicitari e festivalieri, anche a causa dell'operazione produttiva totalmente autarchica, LE FERIE DI LICU ha saputo imporsi all'attenzione del pubblico e dei media, diventando un piccolo “caso” e recuperando quella capacità che il cinema ha, ma in Italia rischiamo di dimenticarcene, di rappresentare e descrivere problematicamente la realtà. Il merito è del regista, che è partito dal presupposto di conoscere e capire, più che di spiegare.